La comunità accademica dell'Imago Mundi Lab è profondamente addolorata dalla prematura scomparsa di Dauro Mattia Zocchi
Giovane geografo, assegnista di ricerca in Geografia economico-politica presso l’Università degli Studi di Bergamo, è venuto a mancare nel pieno della sua maturità umana e scientifica.
Nato nel 1990, aveva costruito un percorso di studi e di ricerca solido e interdisciplinare, muovendosi con originalità tra economia, geografia, antropologia ed ecogastronomia. Dopo la laurea triennale in Economia e Management presso l’Università Bocconi e un periodo di mobilità all’Universidad de Navarra, aveva conseguito la laurea magistrale in Gestione e Promozione del Patrimonio Gastronomico e Turistico. A seguire, dopo una serie di esperienze professionali di scala internazionale, ha conseguito il dottorato in Ecogastronomia, Educazione e Società presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, dove aveva sviluppato un innovativo progetto di ricerca dedicato alle dinamiche sociali e culturali della valorizzazione dei patrimoni alimentari in Africa Orientale. Il suo lavoro si è distinto per la capacità di intrecciare prospettive geografiche, antropologiche e culturali, contribuendo in modo originale agli studi sulla geografia del cibo e sui processi di patrimonializzazione alimentare.
La sua attività scientifica si caratterizza per l’ampiezza geografica e la profondità analitica: ha condotto ricerche di terreno in Kenya e Tanzania, così come in Perù, Bolivia e altri contesti internazionali, contribuendo alla documentazione e valorizzazione di patrimoni gastronomici locali attraverso metodologie etnografiche e di food scouting. Il suo lavoro si è inserito in importanti progetti nazionali e internazionali.
Nel 2024, è stato infatti selezionato come assegnista di ricerca in geografia economico-politica nell’ambito del progetto Horizon Crocus, presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture straniere dell’Università degli studi di Bergamo, dove ha dimostrato la sua grande competenza nel declinare la ricerca sulle sfide socioeconomiche dei paesaggi alimentari, nelle aree transfrontaliere europee, con una speciale attenzione alle vallate situate tra la Svizzera e l’Italia, esplorando le potenzialità del turismo culturale e creativo come leva di sviluppo territoriale. In parallelo, ha seguito tanti altri progetti di ricerca avviati dai docenti e ricercatori del Dipartimento, seguendo i lavori nei territori e partecipando attivamente agli incontri con le istituzioni coinvolte.
Questa esperienza gli ha permesso di entrare a far parte dei gruppi di ricerca dell’Imago Mundi Lab e di OrobieLab, di cui da poco era diventato responsabile tecnico e di partecipare attivamente alle attività del dottorato di ricerca in Landscape studies for global and local challenges. Ha partecipato al comitato organizzatore di diverse scuole e convegni internazionali, contribuendo alle attività con passione, rigore e apertura interdisciplinare. Questo gli ha permesso di farsi conoscere da docenti, ricercatori e dottorandi che hanno trovato in lui una figura matura e di riferimento, oltre che un amico.
Nel luglio 2025 ha sapientemente guidato il viaggio della delegazione di prorettori, delegati e docenti dell’Università di Bergamo al padiglione Italia dell’Expo di Osaka 2025, contribuendo all’organizzazione della conferenza internazionale “Rural Tourism as a Response to Overtourism: A Comparative Perspective”, dedicata a individuare soluzioni e prospettive sostenibili per il turismo del futuro. Dauro è stato uno dei relatori dei panel organizzati dall’Università di Bergamo, oltre ad essere un supporto fondamentale per riunire studiosi, amministratori pubblici e operatori del settore in un confronto multidisciplinare che ha coinvolto università italiane e giapponesi, insieme a centri di ricerca, partner italiani e realtà associative attive nella responsabilità sociale, tra cui Slow Food Japan.
Figura centrale nello sviluppo del progetto internazionale “Atlanti dell’Arca del Gusto”, di cui è stato coordinatore scientifico per diversi anni in collaborazione con la Fondazione Slow Food per la Biodiversità, ha coordinato e diretto attività di mappatura gastronomica in numerosi paesi, contribuendo alla pubblicazione di volumi dedicati ai patrimoni alimentari di Europa, Africa e America Latina e promuovendo iniziative di divulgazione scientifica in contesti accademici e pubblici. Nelle ultime settimane, Dauro ha ricevuto l’invito di Carlo Petrini, fondatore dell’associazione Slow Food e presidente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, a redigere insieme a lui la prefazione di una collana di volumi sul patrimonio enogastronomico italiano dell’Arca del Gusto. Il progetto verrà illustrato a settembre durante l’evento Terra Madre a Torino.
Autore prolifico, Dauro ha lasciato un’importante produzione scientifica composta da numerosi articoli su riviste internazionali di rilievo, contributi in volumi collettanei e curatele editoriali. La sua monografia Paesaggi del cibo e processi di comunità. Geografia indiziaria dei patrimoni alimentari in Kenya (FrancoAngeli, 2025) rappresenta un punto di riferimento per gli studi contemporanei sulla geografia del cibo e sui processi di patrimonializzazione alimentare.
Il webinar di presentazione del volume, organizzato il 3 febbraio 2026 dai geografi del suo Dipartimento, in collaborazione con altre istituzioni a scala nazionale, ha ricevuto l’attenzione di centinaia di persone, tra geografi, amici e parenti, ed oggi rimane un ricordo vivo della sua infinita tenacia e della sua passione per la ricerca geografica, capace di superare con forza anche i momenti più difficili: https://www.youtube.com/watch?v=5LdwhXgtXz0&t=1s
Attivo nella comunità scientifica internazionale, ha partecipato regolarmente a convegni e workshop nazionali e internazionali, come membro di diverse associazioni accademiche, contribuendo anche come referee per numerose riviste scientifiche.
I progetti avviati negli ultimi mesi prevedevano un suo coinvolgimento a tutto tondo nella didattica, nella ricerca e nel public engagement all’interno del suo Dipartimento così come dell’Università di Bergamo. Il suo sguardo competente sui paesaggi del cibo ha aperto infatti una nuova strada per l’Ateneo, che verrà consolidata in sua memoria, in collaborazione con gli atenei italiani e stranieri con cui Dauro ha lavorato e collaborato.
Colleghi, studenti e collaboratori ricordano in lui non solo uno studioso brillante e promettente, ma anche una rara combinazione di sensibilità, generosità intellettuale e dedizione al lavoro in università, nei territori e in mezzo alle comunità coinvolte nelle sue ricerche.
La scomparsa di Dauro lascia un vuoto profondo, umano e scientifico. Alla sua grande famiglia, ai tantissimi amici e a quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e collaborare con lui, giunga il più sentito cordoglio.
Vivano per sempre i tuoi meravigliosi paesaggi del cibo e che noi possiamo riconoscerli, studiarli e proteggerli, come tu ci hai insegnato!